Eco dei Comuni

I contenitori “vuoti” del progressismo mondiale, fallimento puntuale

L’amministrazione Obama, iniziata otto anni fà tra gli squilli di tromba piogge di petali di rosa coriandoli, salamelecchi del progressismo mondiale (specializzato nel costruire archetipi politici, meri contenitori di battaglie minoritarie e del politicamente corretto) e baciata perfino da un Nobel per la pace sulla parola e sul “perché mi sei simpatico” si è conclusa mestamente  ma senza lesinare colpi di coda acidi all’amministrazione vincitrice e subentrante, possiamo dire, alla luce dei fuochi di artificio, degli osanna, dei soliti attributi “messianici” affibbiati, che i soliti idealisti superficiali di estrazione dem hanno anche stavolta toppato, affidandosi troppo all’ideologia, alla visione utopica, alla “confezione” che stimolasse il proprio “sentire” e “sperare” messianico, ma senza badare(come sempre) al contenuto, al pragmatismo, alla qualità. Il solito fallimento insomma. Ricordiamo similitudini  passate coi Zappatero, Lula, Chavez, da noi i Veltroni, non ultimo i Renzi…tutti figli del “fumo” senza “arrosto” progressista, tanti uomini “yes we can” ma bocciati inesorabilmente dalla dura realtà dell’amministrare piuttosto che dai “voli pindarici”. Ma  ai “mondial” progressisti, al loro mainstream mediatico non è bastato,  nell’ultima campagna americana hanno riproposto un’ennesimo “campione” di questa loro visione “esteriore”: Hillary Clinton. Non importa se oramai impelagata nella deteriore politica americana degli ultimi venti anni, se probabilmente non certo affetta  da  buona salute fisica e…psichica, non importa se artefice con il presidente nero(uno dei massimi “parametri” di credito e di valore accreditato ad Obama dal mondialprogressismo) della più grande idiozia geopolitica degli ultimi “100” anni, cioè le primavere arabe, e la guerra in Libia con la deposizione di Muammar Gheddafi, non importa se artefice e promotrice delle tensioni con la Russia di Putin, e delle sanzioni economiche, e conseguente rischio di conflitto, non importa se l’Europa è stata trascinata dalla stessa(grazie anche ai suoi nani politici) in un disastro autolesionista sia demografico che economico. No, nonostante tutto per il mondialprogressismo la Clinton era…donna! la prima donna!, dopo il primo nero americano, a poter diventare presidente degli Stati Uniti! questo e solo questo contava e conta veramente  per gli “adepti” del mainstream progressista, un totem un puro totem, l’ennesimo della loro “autistica” visione politica. Abbiamo assistito sbigottiti, al netto delle opinioni sul candidato repubblicano Trump, allo sperticarsi di elogi, speranze, per la vittoria della Clinton…”perchè è donna” da parte di “eminenti” opinionisti, “intellettuali” politologi dem, politici di area…ecc, una imbarazzante superficialità al limite del puerile, la misura o se vogliamo il termometro dello “spessore” internazional progressista. Ci domandiamo in che mani siamo? come potrà questa “gente” in caso di crisi riscoprire il pragmatismo necessario per risolvere le sfide epocali che ci attendono? Intanto pare che ci sia una inversione di tendenza, come si può notare con l’elezione di Donald Trump, la Brexit in Gran Bretagna e la vittoria del no in Italia, la reazione detta populista sta prendendo piede sopratutto tra la gente che vive sulla propria pelle le stravaganze, le visioni, spesso le devianze di un pugno di filantropi interessati soltanto alla propria visione di mondo, sociale, economica, politica, che in maniera prevaricante  impongono da trent’anni a questa parte alla “massa” amorfa ritenuta mera “consumatrice” e “fruitrice” di qualsiasi cosa loro vogliano proporgli anche contro la loro stessa sopravvivenza. La loro proposta politica è sempre la stessa “contenitori” meri contenitori rivestiti di “idealismo” ma desolatamente vuoti.

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