Eco dei Comuni

Le gravi colpe sull’immigrazione

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l’immigrazione epocale, per alcuni “invasione” pacifica, che l’Europa sta subendo da qualche anno a questa parte con numeri allarmanti (in realtà fenomeno pluridecennale) sopratutto dall’Africa, ha sicuramente strateghi e colpevoli in seno allo stesso occidente e nello specifico in Europa. La genesi di questa ultima ondata può essere ricondotta alla demente guerra mossa contro Gheddafi, ma prima ancora, come atto preparatorio, alla organizzazione delle cd primavere arabe, in un contesto di sparigliamento e “riordino” degli equilibri geopolitici del mediterraneo e in particolare nel Magreb, da parte dell’amministrazione Obama/Clinton, amministrazione Sarkozy, Cameron e Napolitano/Berlusconi, il tutto coadiuvato, anche se in ritardo, dall’Onu, quest’ultima, organizzazione oramai incapace di leggere chiaramente le dinamiche dei problemi globali inerenti sopratutto le crisi degli ultimi conflitti, ma in particolare incapace di vedere i “referenti” più opportuni per le più recenti crisi planetarie. I su detti non contenti di aver provocato un “terremoto” di tal portata, si sono subito affrettati, amministrazione Obama/Clinton e Onu in testa a favorire i grandi flussi migratori verso l’Europa oramai liberi dalla “valvola” Gheddafi, tramite direttive imposte alla Ue e a discesa agli stati componenti, a tal proposito ricordiamo che la stessa Onu nel 2000 diramò un comunicato delirante riguardante la diminuzione demografica di molti paesi occidentali e del Giappone, il quale prevedeva e auspicava un “ripopolamento” tramite flussi di migranti dai paesi più depressi, quali ad esempio l’Africa. La Ue o l’espressione geografica che si è data tale denominazione, ha subito preso in mano il “cilicio” e si è percossa per questa tragedia epocale, ricordiamolo, provocata da lei stessa, si è subito dato da fare il nuovo Papa argentino, con una visita a Lampedusa che ha fatto enorme cassa di risonanza per migliaia di Africani pronti a salpare in pericolosissime bagnarole, si è subito dato da fare il governo Letta, che dopo l’ennesima sciagura del mare ha promosso lo sciagurato “mare nostrum” una specie di servizio “traghetti” per immigrati dall’Africa all’Italia con l’utilizzo della marina militare e la guardia costiera, ma ciò ha comportato una ulteriore pericolosissima cassa di risonanza per altri pericolosissimi viaggi in bagnarole, e a tal riguardo ulteriori sciagure del mare non sono mancate, anzi sono aumentate, di pari passo si sono attivate tutte le “sirene” dell’accoglienza istituzionale e non, dalle più alte cariche istituzionali del paese, alle organizzazioni no profit…e onlus e via discorrendo, si è creato un sistema oliatissimo di “chiamata” verso l’Italia in un continuum con i voluti disordini nell’Africa del nord, il tutto come abbiamo visto sfociato poi  in particolare in Italia, nel famoso business dell’accoglienza, che, nonostante abbia avuto il suo culmine in mafia capitale, è proseguito ininterrottamente  in un crescendo di coop/onlus speculative e con l’avallo delle forze politiche di maggioranza e i silenzi dei vertici dello stato e dei suoi apparati di controllo. L’Europa da par suo sul problema ha continuato a mettere la testa sotto la sabbia, sulla prima vera grande verifica di tenuta solidale si è squagliata, ha lasciato da soli gli stati, e ha anzi aumentato il volume delle sirene dell’accoglienza, tramite quelle solite “campane” del progressismo social/economico che da anni hanno occupato la maggior parte dei media globali, e le cerchie di intellettuali, artisti, economisti della globalizzazione. Per tanto, i colpevoli e gli strateghi di questo voluto fenomeno sono abbastanza individuati, personalità di primo e secondo piano, hanno contribuito a creare, ingigantire e acutizzare il fenomeno, a monte, per un chiaro disegno di risistemazione demografica ed economica e forse finanziaria, a valle per uno sfruttamento secondario in indotto monetario che questo fenomeno di movimentazione masse contribuisce a creare. In mezzo, lasciati soli, i cittadini Italiani ed Europei, che, fiaccati dalla crisi economica imposta dall’alto devono subire anche disagi di natura sociale, economica, sanitaria, creati e favoriti da chi dovrebbe rappresentarli e tutelarli.

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