Eco dei Comuni

Si sa da sempre, è ora di svegliarsi!

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I gravi accadimenti geologici che hanno colpito il centro Italia dall’estate scorsa e che con drammatica continuità si sono palesati anche in questo scorcio di inizio 2017 non ci possono esimere dal ricordare che l’Italia è situata in una e vera e propria linea di congiunzione tra due grandi zolle, cioè delle vere e proprie “zattere” litiche che galleggiano su un mare di magma, la zolla africana a sud e quella euroasiatica a nord, la linea di congiunzione passa lungo il nord Africa per salire per la Sicilia e percorrere la penisola Italiana per tutto il margine Adriatico, le dinamiche di questi movimenti sono noti da decenni ma nonostante i puntuali sommovimenti, distruzioni, vittime, finita l’emergenza cade come sempre tutto nell’oblio, come se le stesse istituzioni “sposassero” la logica della natura, senza porvi rimedio, in un continuo circolo naturale di costruzione e distruzione fatalista, nessun tesoro dalle esperienze passate, ma solo un aspettare con rassegnazione e immobilità demente il prossimo cataclisma, salvo poi riprendere tutto il circo mediatico delle lacrime, degli appelli, dei contributi in danaro, dei format lacrimosi e impotenti. Il tempo pare maturo per una presa di coscienza di “convivenza” strutturale e operativa con questa peculiarità Italiana (in Europa) ciò deve finalmente portare a una determinata azione di rigidi vincoli nella costruzione edilizia in determinate zone a rischio, in rigidi vincoli a livello regolamentare antisismico nei capitolati d’appalto di ogni opera ricadente in zone a rischio, ma sopratutto lo stato o le istituzioni in generale devono imporre valide alternative agli abitanti e alle attività economiche in genere ricadenti in zone che sicuramente vedranno altri accadimenti drammatici e forse più distruttivi di quelli che abbiamo fino ad ora osservato.

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