Uscita dall’euro? possibile

 L’uscita dall’euro è possibile, ma abbandoniamo le fazioni tra guelfi e ghibellini.

Sta  prendendo piede una visione sempre più possibilista riguardo l’abbandono della moneta unica da parte del nostro paese. la tendenza è lenta ma continua. La presa d’atto che così non si vada da nessuna parte è sempre più insinuante nelle convinzioni anche di chi, fino a poco tempo fa, si dichiarava europeista convinto. Rimane però nei pareri e nelle opinioni dell’intellighenzia politica, economica e sociale, quella insopportabile divisione in fazioni inconciliabili tipiche della storia del belpaese; assurdo uscire, che fine faremo, oppure, si può uscire domani stesso. Nulla di costruttivo, come al solito, le ragioni stanno chiaramente da ambo i fronti, e le esplicheremo in poche righe. Esempio: “non si può uscire!”, sbagliato questo assolutismo, si può sempre uscire da una situazione che non funziona, se vedo che il “pullman” in cui viaggio è destinato a precipitare in un burrone, farei meglio a buttarmi da quel pullman, chiaramente mi romperò una gamba, un braccio, forse avrò una commozione cerebrale, ma eviterò la sicura dipartita. E’ chiaro che ci saranno conseguenze, anche dure, ma forse è più saggio che rimanere in un pullman destinato a finire in un baratro. Passiamo ai fautori dell’uscita: “si può uscire anche domani!” sbagliato, domani non si può uscire, come ha detto qualcuno, se abbiamo accettato di giocare a “calcio” non possiamo improvvisamente prendere la palla in mano e giocare a “pallacanestro” giusto? dobbiamo fermarci un attimo, o finire la partita, e chiedere di giocare ad “altro” poichè il calcio ci ha stufato o perchè non siamo capaci, o perchè gli arbitri barano! o fanno le parti sempre della stessa squadra; si chiama rinegoziare,  si può fare ed è legittimo. Inoltre siamo immersi in uno stato di fatto finanziario e geopolitico oramai avviato da 20 anni e ciò non lo si può cambiare dall’oggi al domani. La soluzione è un concordato, graduale allontanamento, dalla situazione attuale senza alcun sbocco per la nostra economia. Inoltre la malafede dei cd fautori ad oltranza dell’euro, nel prospettare scenari apocalittici per una uscita della sola Italia dal sistema monetario europeo è palese e non regge come da loro impostato. Così come è illusorio il facile ottimismo di chi prospetta l’uscita domani mattina, è chiaro che essa dovrà essere una uscita pilotata, in accordo con altri paesi europei, con sistemi di ammortizzazione  e “compensazione” nel passaggio dall’euro ad una nuova divisa, magari intermedia e condivisa tra paesi ad economia più similare, probabilmente saranno i paesi mediterranei come Italia, Francia, Spagna, Grecia, Portogallo. Questo per attutire i sicuri colpi di maglio della speculazione finanziaria che inevitabilmente si abbatterebbero su chiunque “osasse” mettere in discussione il totem euro, accuratamente pianificato, così come la stessa unione europea, in decenni di strategia globalista dalle famigerate elites finanziarie. C’è un’altra opzione, che sembra non passare minimamente e stupidamente per la testa dei burocrati e delle menti dell’eurolandia, è cioè : non sarebbe meglio sedersi tutti intorno ad un tavolo e rispolverare i rapporti  fondativi e paritari tra i paesi fondatori dell’unione? la cerbera Germania vuole davvero una rottura del sistema euro/Europa? Stando così le cose parrebbe di si e a che prò? Tra l’altro è stata la maggiore beneficiaria di questo deludente generale stato di cose, perchè tirare così tanto la corda del cd rigore pro domo sua? avrebbe in ogni caso da guadagnare su una unione integra e una divisa comunque modellata sulla sua vecchia moneta. Inoltre perchè non rinegoziare i trattati firmati in altri tempi e contesti come il famigerato trattato di Lisbona o di Dublino, che ora sono una vera e propria spada di Damocle per i paesi più deboli ed esposti? Ecco se i convinti europeisti e adepti del totem euro, vorranno impegnarsi seriamente e controbattere ad una oramai diffusa, sopratutto in Italia, stanchezza verso questa Europa e la sua moneta, facciano in modo di rendere appetibile lo stare nella Ue, tirino fuori argomenti “attraenti” per convincere gli euroscettici. Lo stesso facciano gli euroburocrati, cambino la visione, perchè d’ora in poi deve convenire stare in Europa e nell’euro? anche dopo la brexit? cosa cambia? che prospettive? Se ciò non avverrà, se non ci sarà una svolta da parte di chi ancora spera in un futuro europeo, la rottura è inevitabile, e la colpa non sarà certo dei “secessionisti” o di chi ha votato per la stessa brexit,  per il no del referendum o per Donald Trump.

← Newer Post
Older Post →