Eco dei Comuni

Renzi 2.0

E’ uscito il Renzi 2.0 stavolta ci riprova passando per le urne, spettro scissione.

Mandato in soffitta il Renzi rottamatore per un grave crash al referendum sulle riforme costituzionali, non c’è voluto molto che il “nuovo” Renzi versione 2.0 made in Rignano facesse la sua comparsa alla reunion del Pd. Chiaramente una di quelle versioni non richieste e ritenute migliorate dai produttori di software, in realtà spesso inutili e più problematiche delle prime. Effettivamente sentendo il Renzi redivivo parlare alla platea del partito pare che nulla sia cambiato da prima della batosta referendaria, stessa solfa, stesso atteggiamento baldanzoso, stesso approccio da campagna elettorale, e come da prima del referendum la vecchia guardia dalemiana ha ripreso gli attacchi, più rabbiosi che mai, l’ultimatum è sul congresso del partito, altrimenti si ventila la scissione e stavolta pare si faccia sul serio. Lo stesso “asino di Buridano” Bersani pare aver scelto il da farsi e sarebbe orientato sulla posizione di D’Alema : congresso o ognuno per la sua strada e probabile rispolvero di un ulivo 4.0 visto che siamo in tema di prodotti “informatici”. Ovviamente il Renzi 2.0 pare programmato per ripercorrere pari pari la stessa strada della versione precedente, questa volta però passando per le urne, forte del positivo riscontro datogli dal popolo pd (70% degli elettori pd al si) le lacrimucce sono già dimenticate e i propositi di abbandono della politica se il referendum fosse andato male pure. L’alibi di Renzi per non rispettare quanto  con schiena dritta, e atteggiamento solenne…aveva prospettato in più di una occasione se avesse vinto il no, gli è dato sicuramente da quel 70% di forza pd a suo favore. Attenzione, però, le minacce di scissione della vecchia guardia se attuate non sarebbero certo indolori, si parla potenzialmente di un 10% e più, troppo perchè il Renzi 2.0 non rimanga menomato gravemente e veda infrangersi la sua nuova corsa alla guida del paese, ma non è solo questo il problema; il presentarsi alle urne da parte di Renzi come se nulla fosse successo è anche una notevole incognita, ricordiamo che i no sono stati nettamente superiori e la bocciatura del rignanese davanti al paese è fresca, D’Alema, Bersani e compagnia lo sanno benissimo, e anche presentandosi uniti a questa tornata elettorale si rischierebbe tutti una notevole debacle e a Renzi 2.0 pare ci creda soltanto lui stesso. Sembra chiaro, pensiamo, che i propositi degli scissionisti se non accontentati saranno rispettati, in quanto i dalemiani vogliono a livello elettorale differenziarsi dal perdente Renzi e capitalizzare la propria appartenenza al popolo del no. Presentandosi alle urne svincolati in una nuova formazione politica avrebbero tutto da guadagnare accogliendo subito gli ormai troppi intolleranti elettori del pd renziano, quantificabili addirittura in quel 30% non votante il si, parimenti Renzi cerca di tamponare la probabile falla con l’arruolamento dal paniere del sel vendoliano di esponenti di spicco della stessa forza politica come Pisapia e addirittura la Boldrini. Pertanto nel pd i giochi sono aperti, la guerra interna è più che mai nel vivo, aspettiamo che la questione sulla legge elettorale dia le prime certezze, e avremo un quadro più completo delle strategie in campo. Intanto il Renzi 2.0 pare l’ennesima trovata di marketing politico che ripropone in confezione nuova il vecchio prodotto, solo che la gente pare più scafata e non sembra propensa a farsi prendere per i fondelli dalla nuova versione del software bufala.

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