Eco dei Comuni

Donald Total War

Trump e le forze economiche globaliste si dichiarano guerra, si attendono quattro anni di duro confronto e senza esclusione di colpi.

Trump e l’ordine mondiale dem/neocon nato trent’anni fà con la fine della guerra fredda e l’entrata della Cina nel mercato globale negli anni 90, sono in guerra dichiarata. Il presidente degli Stati Uniti ha espresso piuttosto chiaramente la sua volontà di non adeguarsi e anzi stravolgere l’attuale equilibrio economico/globalista favorito fino adesso dalle amministrazioni Bush senior, Clinton, Bush junior, Obama, improntate a quel concetto di “New World Order” tanto caro nei discorsi degli stessi Bush e Clinton. Concetto che si è sposato fino adesso ai propositi delle grandi corporation transnazionali e alla finanza globale, favorevole al progressivo abbattimento delle frontiere, all’uniformazione delle società, e a un consumismo omogeneo e standardizzato,  e al contemporaneo grande sviluppo dei sistemi di telecomunicazione, delle piattaforme informatiche di comunicazione e della telefonia. Trump pare riportare al concetto di nazione e di rapporto tra nazioni tutto il movimento economico fin qui evolutosi, è questo il fondamentale casus belli con la vision globalista. Gli episodi di protesta di piazza, o per il blocco frontiere a determinati paesi islamici (già  previsto dall’amministrazione Obama per questioni di sicurezza antiterrorismo) o per presunti fatti sessisti, sono chiaramente il pretesto cavalcato dai grandi gruppi multinazionali vedi Google, Facebook, Apple, per attaccare e indebolire la figura di quello che è considerato un grande pericolo al loro mercato. Inoltre è chiaramente in atto da parte di Trump una tendenza all’arrestare il grande fenomeno di migrazioni dai paesi interessati dalle innescate  crisi “pianificate” dell’amministrazione Obama/Clinton in Siria e nell’africa del Nord, migrazioni demografiche che guarda caso assecondano  il comunicato che l’onu diramò nel 2000 riguardo il “ripopolamento” auspicabile…e indotto in paesi come quelli occidentali a scarsa crescita e diminuzione demografica.  Sarà una durissima guerra sullo stravolgimento degli equilibri, sociali, geopolitici ed economici del pianeta, quello che però colpisce è la sorpresa superba e arrogante, di chi, spingendo la globalizzazione alle estreme conseguenze, ha preteso in questi decenni di proseguire imperterrito, generando non pochi problemi alle popolazioni occidentali, della classe medio/bassa in Usa e in Europa. Ciò ha creato solo disagi, scontri sociali, insicurezza sociale e paura per il futuro. Sorpresa che nega pure le fisiologiche reazioni a quest’ordine di cose, come la ribalta dei temuti uomini “forti” e reazionari, e che sa solo reagire con sdegno e cieco snobismo. La guerra tra le due visioni del mondo è comunque dichiarata e non sarà breve.

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