Eco dei Comuni

Una perla nel golfo


Quartu da valorizzare

Quartu Sant’Elena deve il suo nome alla distanza da Cagliari, espressa in miglia romane (ad quartum lipidem). La relativa pietra miliare si trova nella piazza del mercato. Questa è una città difficile da vivere perché assai trascurata, ricca di edifici incompleti, se pure abitati. Con ciò non si vuole affermare che gli amministratori si siano disinteressati dei problemi che la assillano, affermiamo piuttosto che, ancor oggi, non si intravede un programma organico capace di recuperare un habitat dalle mille opportunità. Peraltro, l’assunto non vuole essere nemmeno critico. Discende invece da osservazioni obiettive della realtà, quasi incontrollabile e devastante in termini d’impatto ambientale e turistico. Vorremmo affermare e dimostrare che Quartu Sant’Elena, al pari di altre bellissime città italiane e non, potrebbe diventare un gioiello di attrazione turistica e commerciale. Sarebbe possibile, a partire dalla parte del Poetto insistente sul territorio di Quartu, creare una larga fascia commerciale di tipo turistico con punti vendita di souvenir, di dolci e pane tipici, assistiti da adeguati disciplinari di produzione onde garantire il concetto di qualità globale e costante. Con le sue bellezze faunistiche, se adeguatamente attrezzato, lo stagno potrebbe richiamare turisti e visitatori da tutto il mondo. Infatti non esiste nessun’altra città dove siano presenti tante varietà di volatili a un paso dalla strada. Un’ipotetica passeggiata che potrebbe iniziare o finire nel Poetto, arricchita da locali eleganti e ben inseriti nell’ambiente, ma accessibili a tutti, si spingerebbe fino al Margine Rosso, a una parte della via Fiume, via San Benedetto, via Porcu etc., per riconvertirsi nel viale Colombo e Poetto. Ovviamente, all’interno del progetto andrebbero enfatizzati i beni storici e monumentali della città al fine di allungare quanto più possibile la permanenza in loco dei visitatori. La domenica, molti cagliaritani raggiungono Quartu per acquistare il pane ancora caldo e fragrante e piacevole appare al visitatore la lunga teoria di persone che si succedono con l’inconfondibile busta (ancora di carta) in mano. Le ricadute di un tale progetto sarebbero sicuramente di vastissima portata, non solo in termini di turismo interno, ma anche nazionale e internazionale. Ovviamente il bene da propagandare non è il semplice percorso turistico appena descritto, ma soprattutto l’intera città con i beni cui abbiamo, sia pure brevemente, accennato. Appare evidente che la città deve essere percorribile e vivibile; che il suo look deve essere completamente ridisegnato: strade dissestate da riparare, edifici eternamente incompiuti da completare; una sana educazione commerciale e un certo modo di porgere dovranno essere inculcati. Chi non sa o non vuole adeguarsi alla mentalità del marketing non dovrebbe essere coinvolto in questo processo di cambiamento. Un comitato ristretto, formato da un architetto, un ingegnere un sociologo e un esperto di marketing, dovrà delineare le caratteristiche rispondenti alle esigenze del turista visitatore. Manifestazioni continuative (per la verità alcune si verificano) saranno organizzate da bravi animatori: canti, balli, suoni di launeddas, sfilate in costumi tradizionali. Dovranno essere effettuate ricerche interne per censire le risorse esistenti e quelle potenziali, nonché i livelli di disponibilità degli operatori economici appartenenti ai vari settori e comparti. Bisognerà vigilare accuratamente sulla corretta applicazione dei prezzi. Ovviamente sarà necessario svolgere di tanto in tanto delle accurate campagne pubblicitarie per valorizzare l’immagine della città e del percorso ideato. Ciò potrebbe fare della città di Quartu, per tutto l’anno, quello che per Villasimius è solo d’estate. Un simile progetto è sicuramente realizzabile a patto che gli amministratori della città raggiungano tra loro un accordo. Quartu potrebbe così diventare una perla nel golfo.

 

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