Eco dei Comuni

La globalizzazione pronta a sbarrare il passo a Trump

 le Più grandi corporation dell’high tech si scontrano contro Trump per le manovre anti immigrati.

Donald Trump pare aver colpito nel vivo il business della new economy, motore della globalizzazione avviata a metà anni 90. Ci riferiamo alle grandi masse migratorie dai paesi del terzo e quarto mondo, bacino di utenza e di sfruttamento di questa nuova e onnivora economia.  Microsoft, Google, Facebook, Apple, Netflix, Airbnb, Uber, Dropbox, eBay, Intel, Kickstarter, LinkedIn, Snap, Spotify e Twitter sono la punta delle 96 ditte che a muso duro hanno rinfacciato al presidente degli Stati Uniti di ledere i loro affari, in quanto molti dei loro dipendenti apparterrebbero a paesi che sono stati “bannati” dal provvedimento del suo governo. Provvedimento ora respinto dalla corte d’appello, e che presumibilmente arriverà alla corte suprema. E’ una chiara reazione del globalismo economico/finanziario, supportato in chiave politica e lobbistica da filantropi speculatori come George Soros, che con le sue finanziate ha fuso mirabilmente malcontento di piazza, azione politica neocon e dem con i potentati transnazionali, nati come case industriali e bancarie nazionali, ma poi ingrassatesi  con la globalizzazione e quindi svincolatesi dalle radici locali. Il tutto innervato dalla libera mobilità (in un verso) di grandi masse di popolazione, “innestate” nei paesi occidentali spesso illegalmente, in una diffusione al ribasso dei diritti dei lavoratori, oramai acquisiti da tempo nelle società occidentali. Da parte nostra non possiamo che fare una riflessione. Al di là delle ragioni e delle rispettive posizioni nel braccio di ferro tra l’amministrazione Trump e le 96 ditte, appare alquanto risibile, da parte dei colossi della new economy, il nascondersi dietro aspetti cd “umanitari” e di diritto dei poveri migranti  nella speranza di una nuova vita nel paese delle opportunità; quando sappiamo benissimo le logiche di profitto a cui  principalmente essi stessi tengano, al di là dei rischi che queste migrazioni comportino, sia in termini di traffico umano, sia di sfruttamento a scopi criminali o i sicuri problemi sociali con le realtà autoctone che questi movimenti puntualmente causino.

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