Eco dei Comuni

Il crimine più grande

Palmira

Afghanistan, La gigantesca nicchia nella pietra che conteneva uno dei Buddha di Bamiyan distrutto dai talebani

La distruzione di Palmira, colpisce l’identità delle conquiste del genere umano

Così come destò incredula rabbia e commozione la distruzione nel 2001 in Afghanistan dei grandi Buddha di Bamiyan  da parte dei talebani. Le gravi distruzioni in Iraq delle millenarie testimonianze della cultura assira come la città di Nimrud vicino a Mosul e il suo stesso museo, abbiamo dovuto assistere con grave dolore agli scempi di una “calamità” che dire umana è peccato, ma anche definire calamità, parola che ha in se significato di casuale accadimento naturale, seppur devastante, non sarebbe corretto, poichè nell’accadimento naturale non vi è cattiveria, idiozia, ignoranza, fanatismo. Purtroppo Palmira la perla dell’archeologia siriana, ha dovuto subire in quest’ultimo periodo le menomazioni, le amputazioni, i dilanianti scempi, del peggior prodotto che il genere umano può produrre. Una devianza simile al cancro biologico che si accanisce e si rivolta contro lo stesso corpo, distruggendo la propria storia, oltre che i propri simili, e lo fà in maniera devastante con l’intenzione di cancellare ciò che lo vogliano o no li ha comunque “generati”, in quanto sicuramente senza chi ha ideato, costruito e preservato quella testimonianza di storia umana:  la loro stessa idiozia distruttrice, i loro deliranti sermoni e proclami contro gli “infedeli”  non avrebbero potuto impestare il nostro tempo, in quanto tutto è conseguenza di cause ed effetti, anche le aberrazioni umane. Il drone russo che ha ripreso in questi giorni il sito archeologico di Palmira, ha lasciato ancora di più un senso di dolore e sconcerto, nel mostrare quelle immagini di devastazione e nel comparare lo stato attuale con quello di qualche anno fa. Dall’altra assistiamo all’impotenza oramai endemica delle organizzazioni sovranazionali come l’Onu: svuotate di ogni capacità organizzativa ed operativa di intervento. Autoreferenziate, e esistenti solo e soltanto per perpetuare rendite di posizione di paesi e paesicchi al loro interno. Allo stato attuale il grande patrimonio storico dell’umanità appare così in tutto il globo alla mercè di qualsiasi forza distruttrice e negazionista oltre che oscurantista dell’evoluzione del genere umano e delle sue radici.

 

http://www.ecodeicomuni.it/wp-content/uploads/2017/02/640px-Calle_antigua_de_Palmira_-_Mr._Theklan.jpg
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