Eco dei Comuni

Il raggiro tedesco (prima parte)

Come la Germania ha saputo raggirare mezza Europa: non pagando i debiti di guerra, usando l’euro e facendosi “regalare” la riunificazione.

Londra 1953, La repubblica federale di Germania firmava il trattato di parziale cancellazione del proprio debito con Belgio, Canada, Ceylon, Danimarca, Grecia, Iran, Irlanda, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Norvegia, Pakistan, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica francese, Spagna, Stati Uniti d’America, Svezia, Svizzera, Unione Sudafricana e Jugoslavia. Il trattato  praticamente prevedeva una riduzione dell’importo dovuto dalla Germania del 50% circa, il rimanente sui 15 miliardi di marchi sarebbe stato pagato con dilazione di 30 anni. Erano debiti non adempiuti che andavano dal 1920 al 30. Questo trattato fu per la Germania del dopoguerra, una grande boccata di ossigeno, e pose le basi negli anni successivi per una ripresa economica a suon di carica. Non solo, i debiti di guerra, dell’ultima guerra, furono congelati fino ad un’eventuale riunificazione tedesca, ricordiamo divisa in due parti, situazione dovuta agli accordi tra paesi vincitori del secondo conflitto mondiale. Quest’ultima una eventualità allora ancora remota. Arrivati al fatidico novanta, come per “magia” i debiti congelati furono abbuonati, per facilitare l’ovvia costosa riunificazione, furono pagate solo obbligazioni per 239 milioni circa di marchi, anche queste dilazionate, terminando di pagare l’ultima trance di 69 milioni di euro circa addirittura nel 2010. Come si può notare, la cd “virtuosa” Germania dopo la guerra ebbe un bel po di “agevolazioni” che l’hanno praticamente sistemata in rampa di lancio per il decollo della sua economia nei decenni successivi, ma veniamo alle furbate successive, quelle che ci toccano più da vicino. Come era prevedibile la riunificazione non poteva non creare una recessione o una stasi dell’economia tedesca, nonostante le agevolazioni che la stessa ottenne dall’establishment politico e finanziario mondiale, ciò la portò prima dell’avvento dell’euro (tra la metà e la fine degli anni 90) ad avere un debito in rapporto alla ricchezza privata più alto, ad esempio di quello Italiano, la ricchezza delle famiglie tedesche era circa di 1790 miliardi, contro gli oltre 2200 di quelle italiane, ricordiamo anche che allora il rating italiano era AA (Standard & Poor’s). Ed eccoci alla “fregatura” : l’Euro, una moneta “cucita” su misura della Germania riunificata, che imbriglierà la nostra elastica e versatile economia in favore della stessa, Che guarda caso faciliterà l’ulteriore rientro della Germania dai debiti contratti nella seconda guerra mondiale, e porrà le premesse per la sua egida finanziaria e commerciale su tutto il continente. Un grande capolavoro di furbizia finanziaria senza scrupoli e non certo nel solco del  famoso spirito europeista della fondazione.  facilitato, dobbiamo dirlo da politici Italiani ed europei in genere non certo “sensibili” all’interesse nazionale, ma sicuramente a qualche altra “bandiera”, continua.

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