Eco dei Comuni

Stadio della Roma, accordo raggiunto, ma…

Dopo giorni di passione, l’accordo sullo stadio pare raggiunto, ma i pericoli vengono dagli stessi 5 stelle.

Il viso raggiante della sindaca di Roma Virginia Raggi, dopo la riunione coi rappresentanti del club romano, e dopo una giornata che l’aveva vista andare al pronto soccorso per una improvvisa indisposizione, la dice tutta sulla conclusione di una vicenda che si era fatta alquanto ingarbugliata, a tal punto da far tremare tutta la questione dalle fondamenta. Con il niet della soprintendenza, e le seguenti censure da parte di alcune “frange” dei cinque stelle sulla cubatura del progetto a Tor di Valle, Grillo compreso, lo stadio annunciato appariva in bilico. La svolta è arrivata a fine serata, con l’annuncio dell’accordo raggiunto: abbattimento del 50% della cubatura prevista, l’annullamento delle torri, che avrebbero sminuito il “paesaggio” e una riconsiderazione maggiormente ecocompatibile di tutto il progetto. Soddisfatto il sindaco, soddisfatti i rappresentanti della società, scavalcati, pare, i no della soprintendenza. Tutto apposto dunque? non sembra, sopratutto quando si ha a che fare con la città più problematica dell’universo…e un movimento, quello dei cinque stelle, alla ricerca della “quadratura” organizzativa e decisionale. Sono infatti partite proprio dal suo interno diverse riserve anche sull’accordo appena stipulato, è chiaro che trattasi di riserve di carattere “ideologico” dove per “ideologico” si intende la contrarietà per principio all’interesse del comune riguardo gli aspetti ludici, sopratutto se comprendono ingenti investimenti e estese aree del territorio comunale, o contrari a ritenere “prioritari” tali interessi rispetto alle gravi ed endemiche emergenze che la città deve sopportare oramai da troppo tempo. Ecco quindi che la sindaca oltre a pararsi dai probabili sgambetti che ne siamo certi, verranno via via da apparati istituzionali mai domi, nella loro pretesa di supercontrollo dello status quo, sopratutto se permeati da partiti come il Pd e in misura minore dal cdx, che hanno tutto l’interesse a che i cinque stelle non attecchiscano a Roma, dovrà altresì vedersela con ambienti “interni” al movimento, che se non “governati” dallo stato maggiore, in primis Grillo e Casaleggio junior, rischiano di creare una deflagrazione con risultati non prevedibili, sia nel movimento che nello stesso comune.

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