Eco dei Comuni

Trump accusa Obama di spionaggio

La tensione Trump/dem aggiunge un’altro tassello ad uno scontro che pare oramai insanabile.

La Trump Tower

Desta scalpore l’ultimo tweet di Trump, dove il tycoon accusa esplicitamente l’ex presidente Barack Hussein Obama di aver fatto mettere sotto controllo la Trump Tower, prima e durante le recenti elezioni, accomunando tale operazione ai suoi danni al famoso scandalo “Nixon/Watergate”. Per ora non è dato sapere quali reali prove abbia il presidente degli Stati Uniti, per uscire pubblicamente con una affermazione di tale portata. Alcuni osservatori pensano che sia l’ennesima iniziativa di “The Donald” per cercare di “tamponare” mediaticamente la pressione giornaliera che gli viene dalle accuse a strascico riguardanti il suo team di governo, a proposito dei rapporti con l’intelligence russa. Rapporti che avrebbero favorito la sua vittoria alla casa bianca. Quest’ultima “uscita” potrebbe essere stata originata dalle affermazioni di Mark Levin riprese nel sito conservatore Breitbart ed in una trasmissione radiofonica di talk radio , nella quale si ipotizzavano chiare “azioni” di spionaggio dell’amministrazione Obama, praticamente da stato di polizia, che poi sarebbero state le fonti di tutta la campagna di accuse sui rapporti con la Russia proseguite nelle pressanti accuse di questi giorni. Kevin Lewis portavoce di Obama ha smentito categoricamente ogni possibilità del genere. Ben Rhodes consulente per la sicurezza nazionale della casa bianca nel periodo di Obama, ha confermato che nessun presidente può ordinare azioni del genere, piuttosto, prosegue in un tweet di risposta, “tali regole sono state approntate per difendere i cittadini da persone come te (Trump)”. Roger Stone consigliere di Trump da lunga data, fuori dall’attuale staff presidenziale, ha ricordato che il presidente non sa ancora bene di quanti poteri dispone, per mettere “ordine” e “pulizia” nella casa bianca e nelle stesse agenzie di sicurezza nazionale. Stephen K. Bannon stratega dell’amministrazione Trump ha inoltre ricordato il potere dello “stato profondo” nell’influenza dei governi eletti. Appare quindi chiaro che si è in presenza di una guerra interna, piuttosto virulenta, che non sappiamo quali conseguenze future possa avere per la stessa stabilità del paese e di riflesso del mondo intero. Questa situazione conflittuale non è certo una cosa positiva in generale, e pensiamo che non avrà vita breve. Anche grazie al “presenzialismo” mediatico dell’attuale presidente usa, ma sopratutto se queste nuove gravi accuse da lui lanciate non saranno supportate da evidenti prove documentate, rischiano di avvelenare ulteriormente ed irrimediabilmente la scena politica americana con gravi ripercussioni sull’affidabilità e autorevolezza della stessa azione americana in tutti gli scacchieri strategici, oltre che creare un pesante clima di incertezza e crisi di poteri in chiave interna.

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