Come volevasi “dimostrare”…Il ritorno di Renzi.

A volte ritornano. Ma era largamente previsto, dinamiche e strategie del veloce “redivivo” Renzi.

Ce le ricordiamo ancora da parte di Matteo Renzi le lacrime e la voce rotta di commozione, all’indomani della “sberla” sul referendum costituzionale. Pareva un addio senza ripensamenti, una debacle senza colpo ferire, un ritorno a testa china tra le braccia della famiglia, una mesta ripresa al meditare la propria scelta di vita. Parimenti la “cocca” Maria Elena Boschi, dimenticata e ignorata, non aveva neanche una “spalla” amica per piangere la sua delusione. La minoranza ribelle degli “antichi” pd saltava e faceva “bagordi” consumando nei media la fredda vendetta. Era tutto solo tre mesi fà circa, guardando la tv e seguendo la stampa sembra un’altra epoca, infatti grazie alla sua intelligente “occupazione” di ogni anfratto Rai e annessi effettuata nel periodo di massimo potere, il rignanese è tornato presto il “matador” della presenza televisiva e della carta stampata, la sua presenza è simile a quella delle sue giornaliere passerelle da presidente del consiglio in ogni iniziativa di richiamo mediatico. Ora da “unico” candidato alla segreteria del partito, “unico” perchè i suoi poveri antagonisti raccolgono qualche briciola di presenzialismo, Infatti Orlando e Emiliano sono proprio due poveri comprimari con funzioni da spalla allo scatenato toscano. Appare nei titoli dei tg e nei relativi servizi con la solita baldanza e attività, come se il no referendario gli fosse “scivolato” addosso come acqua fresca, lo stesso si può dire della fedele Boschi, che ha ottenuto un posto nel governo Gentiloni e si è praticamente “rimbiancata” riproponendosi alla ribalta della politica nazionale. A ben vedere lo stesso governo Gentiloni non è altro che il governo Renzi con “qualche” aggiustamento. Diciamolo, Renzi è stato molto abile a conservarsi e a oliare i suoi presidi, i suoi “puntelli” le sue “bandierine” in quanto sono state ben “accudite” dal Presidente Mattarella e dai suoi tanti “collaboratori” rimasti al loro posto. La scena del pianto e del “ritiro” è conclusa, la delusione del no è oramai un “ricordo”, Renzi ritorna, ma potevamo dubitarne?