Eco dei Comuni

Macron, il “coniglio” bianco nel cilindro degli europeisti stravince

Gia ministro del governo Hollande, si ricicla in un anno e fa sua l’elezione a Presidente, La Le Pen non può che recriminare sull’ultima sua apparizione.

Emmanuel Macron, 39 anni è il nuovo e più giovane presidente della repubblica francese. Ha vinto contro la rappresentante del Front National Marine Le Pen, con una netta percentuale del 66,1% contro i 33,9%. Non poteva essere altrimenti. Premessa, anche “Pippo, Pluto o Topo Gigio” avrebbero vinto con tutta la solita cordata anti Front National, che di solito si allestisce quando in Francia si profila all’orizzonte una “deriva” nazionalista, e il partito della Le Pen comincia come da qualche anno a questa parte a mietere consensi generalizzati, senza contare l’armata dei media progressisti come tradizionalmente partecipi di una campagna all’arma bianca. Anche questa volta nonostante l’imbarazzante flop di Hollande, quindi, con la sinistra tradizionale subito fuorigioco, L’affondamento di Fillol, apparso unico avversario in grado di fronteggiare la corsa trionfale di Marin Le Pen, in una sfida tutta “conservatrice” e nazionalista, comunque sempre minacciosa verso l’europeismo progressista; ecco che per “incanto” dal cilindro del progressismo europeista e di tutta la filiera del gotha finanziario uscire all’ultimo momento un “coniglio” bianco, posticcio però, in quanto semplicemente un esponente riciclato ma in una chiara chiave giovanilista “Obamiana/Renziana” del disastroso governo Hollande. E’ bastato trovargli un vestito da “coniglio” credibile e tirarlo dalla tuba al momento giusto e i soliti indecisi, centristi, cd “moderati”, i soliti “asini di Buridano” dei valori e del voto hanno come al solito abboccato. E alla corsa a lunga gittata, della Le Pen è bastata qualche battuta d’arresto, nelle ultime settimane, anche forse per stanchezza, per liquefarsi a pochi metri dal traguardo. Tutto come previsto. L’europeismo militante, intellettuale, finanziario e commerciale può tirare, anche questa volta, un grande sospiro di sollievo, e applaudire l’ennesimo prodotto (bontà sua, eletto democraticamente, almeno in Francia) di quella visione atta a tutelare il globalismo in tutte le sue forme. Senza però rigirarsi troppo sugli allori, il cd “populismo” e sovranismo europeo è vivo e vegeto e non si da sicuramente per vinto.

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