Eco dei Comuni

Lo strano caso dei crani di Paracas

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Di chi sono quei teschi  anatomicamente così diversi ? appartenevano a popolazioni che avevano in comune a tante altre del pianeta l’usanza di deformare il cranio dei bambini? o erano qualcosa di diverso? lo studio del dna sta facendo luce sul mistero.

1927, Perù, vengono ritrovate dall’archeologo Julio C. Tello a Paracas, nella costa  centrale del paese, delle mummie e dei teschi a dir poco incredibili. Le forme della scatola cranica sono occipitalmente prominenti, esageratamente allungate, al limite del mostruoso e grottesco. Gli studi sui reperti hanno portato a ritenere che il 95% dei crani siano frutto di pratiche di deformazione, attuate fin dalla più tenera età, tramite assi legati dietro e avanti alla testa del bambino fino a modificarne la forma, pratiche conosciute e riscontrate anche in Georgia, Germania, Russia, Iraq, Melanesia, Africa e in molti altri luoghi. Ma un 5% avrebbe dell’incredibile, sarebbe cioè naturale, e sarebbero quei crani con la conformazione conica, la capacità cranica sarebbe enormemente superiore a quella di un cranio normale (anche di quelli deformati, ovviamente) e si tratterebbe di uno spaventoso 25/30%, avrebbero ossa più sottili, orbite più ampie, mascelle più robuste, addirittura si sarebbero osservati due fori, a noi ignoti, nella parte posteriore, presumibilmente orefizi per il passaggio di nervi, alla luce di tutto ciò è chiaro che saremmo in presenza di un’altra linea evolutiva. Il ricercatore Brien Foerster, ha da poco messo in subbuglio la comunità scientifica diffondendo via web, i preliminari di un test sul dna dei crani definiti naturali, e i risultati sarebbero incredibili, apparterrebbero effettivamente ad una diversa linea evolutiva, un’altra specie, addirittura non in grado di riprodursi con esemplari di Homo Sapiens. Ovviamente la comunità scientifica detta “ufficiale” è insorta additando come al solito l’inadeguatezza delle fonti e dei test, non avendo la certificazione e il responso di studi ufficiali e di riprove sotto l’egida della stessa comunità scientifica internazionale. D’altra parte sembra che gli autori e i divulgatori dei test preliminari e della notizia siano ben disposti ad ottenere una verifica del test, e presto spediranno dei campioni negli Stati Uniti. Il mistero dei teschi di Paracas, potrà così essere risolto? c’è la volontà di vedere chiaramente nella storia della nostra specie? o chiuderemo di nuovo la porta all’ignoto con le solite convenzioni e totem di rito?

 

 

 

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