Eco dei Comuni

Talebani di casa nostra

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Tramite il deputato  Emanuele Fiano il pd propone il talebano “style”, ma potrebbe essere un boomerang

La negazione e la distruzione della storia italiana di 70 anni fa, seppur controversa e a tratti negativa pare essere il redivivo chiodo fisso dei talebani de noantri in chiave piddina. Come Palmira ci passano pure i monumenti, vedi l’obelisco del Foro Italico, con relativa scritta “Dux” ma non solo, icone, foto, pose, e gadget assortiti (Predappio trema…). Il “bello” che il tutto nasce da un iniziativa legislativa dell’architetto, sic, Emanuele Fiano, il quale aggrappandosi all’ennesima storia personale riguardante parenti nei campi di concentramento, è stato preso da furore censore e distruttivo seppur con settant’anni di ritardo dalla fine di un conflitto civile mai sopito, sopratutto negli animi della sinistra strumentalizzatrice. La questione è una chiara “sortita” o se vogliamo un ripiego dalla sberla sullo ius soli “grande” e “fondamentale” battaglia del pd e della sinistra tutta, d’altronde il furore liberticida non si è mai estinto nelle formazioni definite democratiche della sinistra post comunista italiana, il loro cercare sempre di vincere “facile” e possibilmente anche senza la maggioranza del consenso nazionale oramai è noto, basta occupare strategicamente i punti chiave istituzionali e tenerli ben saldi anche in caso di sconfitta elettorale e sicuramente “no problem” se poi si prende il governo senza legittimazione e si è “convinti” di avere un ruolo messianico ed educatore del popolo, oltre che salvifico nei riguardi della crisi internazionale, il gioco è fatto, si da il via ad ogni sorta di inutile battaglia progressista, che tanto più è lontana dal popolino “ignorante ed ottuso” tanto più è alta e meritoria per l’evoluzione morale, sociale e civile dello stesso. L’antifascismo era poi una chicca da rispolverare in chiave anti populista, “chicca” grande cavallo di battaglia per settant’anni di una parte politica a vuoto di idee e racchiusa nei suoi rancori e incapacità nel comprendere i cambiamenti epocali, ma sopratutto la stessa società occidentale che l’ha relegata in una “riserva” protetta solo nel nostro paese . L’assurdo sta nel non voler chiudere quella stagione del post guerra, oramai storia, ma anzi la si rispolvera  arrivando a livelli ridicoli e assurdi come proposte di legge contenenti divieti più stringenti di “pose” saluti, utilizzo di icone, simboli, FOTO! e come accennato sopra arrivando a minacciare monumenti oramai assorbiti nel panorama democratico post conflitto. Siamo d’innanzi ad una grave deriva regressista di una  formazione politica della storia repubblicana e forse ne stiamo assistendo alla sua stessa definitiva dipartita e scomparsa. A nostro giudizio queste iniziative sono soltanto un grave boomerang di credibilità politica, sopratutto in un clima sociale complicato come quello attuale, ma forse per il nostro paese e la nostra democrazia è un bene.

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