La legittimità dei pareri sul fenomeno migratorio in politica

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é o non è legittimo qualsiasi parere sul fenomeno migratorio se si hanno ruoli di responsabilità?

Cominciamo col dire che il parere nei temi più disparati dal sociale alla politica, di liberi cittadini, opinionisti, giornalisti, artisti, operai e attenzione, di politici in ambito privato, sono sempre legittimi, e fanno parte della libera e democratica vita sociale, ma dobbiamo mettere dei seri paletti, quando questi pareri sono espressi da politici con cariche di governo, e rappresentanza istituzionale, e sopratutto se questi pareri riguardano la sicurezza sociale e gli equilibri del paese che loro stessi hanno scelto di servire. Nello specifico ci riferiamo al tema dell’immigrazione incontrollata. Sempre più spesso politici di una determinata parte politica, senza contare le più alte cariche dello stato attualmente espressione di quella stessa parte politica, portano in evidenza loro personalissimi pareri, financo discutibilissimi in assoluto, come bussola alla loro azione politica ed istituzionale, prendendo nello specifico la visione globalista senza barriere tra stati, il terzomondismo, l’umanitarismo, legittimo ed idealissimo pensiero per carità, ma imponendolo al paese che governano (e che dovrebbero servire nei propri interessi) arrivando a sopraordinare all’interesse nazionale, che comprende sicurezza sociale, sanitaria e finanziaria oltre alla chiara sovranità e ai suoi confini, i “doveri” dell’accoglienza tout court di tutte le popolazioni del globo terracqueo che si trovano per un motivo o per l’altro in difficoltà o che vogliono migliorare la propria condizione. Questo non è legittimo e non è onesto moralmente e culturalmente, in quanto travalica la funzione di chi ha ricevuto responsabilità di governo e gestione oltre che rappresentanza del paese. Non è concesso arrivare a ciò, a queste personalità e rappresentanze si richiede pragmatismo, realismo e azione da “buon padre di famiglia” come costituzione richiede, gestione ed amministrazione risorse e difesa del popolo italiano in primis. Chi culturalmente e moralmente onesto, presidente del consiglio, ministri, rappresentanti di partito, presidenti della camera e del senato oltre che della repubblica abbia tali legittimi pareri sulla visione del mondo e non può fare a meno di esternarli in ogni occasione anche ufficiale e vuole utilizzarli politicamente e programmaticamente senza un doveroso consulto popolare, DEVE molto semplicemente rassegnare le proprie dimissioni e dedicarsi intellettualmente a ciò che crede, magari creando associazioni o partecipando a fondazioni e facendo vita attiva dentro di esse, ma non può ricoprire onestamente e coerentemente nella maniera più assoluta alte cariche dello stato o di governo o sedere in parlamento, la visione che queste figure hanno e stanno imponendo al paese senza chiederne il doveroso parere democratico e quindi trasformandola in azione politica è altamente lesiva degli interessi dello stato e dei cittadini, questo agire non solo non è legittimo ma è politicamente disonesto. Auspichiamo ci sia una doverosa presa di coscienza da parte di tutto il mondo politico e che si possa riscoprire il concetto di servizio al paese e non alle idee sui massimi sistemi seppur “nobili e alti”,  non è ammesso, proprio in chi ha il sacro compito ricevuto dal popolo di governare e rappresentare in tutte le sedi la nazione e solo essa, ovviamente se tutto ciò ha ancora un valore, ma sopratutto se non si servono forze “terze” che non siano i propri cittadini e i loro interessi.

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