Bruciato

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Attualità, Politica http://www.ecodeicomuni.it/wp-content/uploads/2018/05/Di-Maio-in-confusione-670x274.jpg http://www.ecodeicomuni.it/wp-content/uploads/2018/05/Di-Maio-in-confusione-670x274-150x150.jpg 0 http://www.ecodeicomuni.it/2018/05/02/bruciato/#respond
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Il crollo dei Cinque Stelle nelle consultazioni regionali del Friuli Venezia Giulia e l’exploit trionfale della Lega e di tutto il centro destra, rimarcano, se ancora ce ne fosse stato bisogno la china della “stella” Di Maio e i problemi nella base.

La sua campagna elettorale seppur fumosa, e non impeccabile, era riuscita a tenere serrate le fila del popolo pentastellato, nonostante le non felici prove delle amministrazioni cittadine, e l’evidenziarsi di evidenti crepe nell’assetto del movimento. L’ottimo risultato acquisito nelle elezioni, ma non sufficiente nel mettere il “cappello” nel governo del paese, per via della famigerata legge elettorale del rosatellum, ha visto da prima una buona concertazione con il centro destra di Salvini nella divisione dei presidenti delle camere, più che altro per la buona azione di mediazione dello stesso Salvini, e poi la equa spartizione delle varie cariche minori tra i due schieramenti “vincitori”che hanno lasciato il pd a bocca asciutta. La fase successiva è stata soltanto un lento logoramento del credito politico di Di Maio soprattutto verso la base del movimento, sicuramente manovrato e spinto dalla regia Grillo/Casaleggio, che da par nostro pare abbia in qualche modo voluto bruciare il candidato grillino, ben sapendo della probabile configurazione del panorama politico dopo le elezioni, con una ingovernabilità ampiamente prevista ed una probabile legislatura di scopo in attesa di una nuova legge elettorale oltre a  un ritorno alle elezioni. Non ci sorprenderemmo quindi se l’azione disastrosa, incoerente, di Di Maio sia stata un suicidio politico indotto, sapendo di essere a mal partito con il centrodestra,  e sia stata tutta atta a preparare la strada a quel Di Battista, fermo un giro(appositamente) e spendibile solo per una tornata elettorale veramente efficace per la governabilità  dei Cinque Stelle. Del resto l’ultimo appello di Di Maio per il ritorno alle elezioni pare davvero essere stato il classico “pugnale” consegnatogli dal vertice per una fine “onorevole”.

 

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